Il controllo numerico delle specie antagoniste viene spesso indicato come una delle misure possibili da adottare per tutelare e incrementare la piccola selvaggina stanziale all’interno degli istituti faunistici.
La forte antropizzazione degli ambienti agricoli che si è registrata nel corso degli ultimi decenni, che ha portato a trasformazioni ambientali ed alla presenza costante di fonti trofiche di origine antropica, ha favorito l’espansione di alcune specie di predatori generalisti come la volpe, i corvidi ed il cinghiale.

L’aumento di queste specie determina, sia per l’azione predatoria, ed in minor misura per la competizione per le risorse trofiche, una riduzione di numerosità delle specie di fauna stanziale, quali ad esempio il fagiano e la lepre. In questo contesto diventa fondamentale, al fine di ristabilire l’equilibrio ecologico, intervenire con il controllo numerico delle specie antagoniste.
Tali interventi vengono realizzati, al di fuori della stagione venatoria, da operatori specializzati e formati mediante appositi corsi riconosciuti da ISPRA.

Le metodologie di controllo sono disciplinate da apposite determine della Regione Toscana.

Controllo Corvidi

I corvidi utilizzano i centri abitati quali luoghi di rifugio o di nidificazione e da questi si dirigono verso le aree aperte per svolgere la loro azione predatoria, soprattutto nei confronti delle nidiate dei galliformi e di altre specie di avifauna. Oltre a quanto citato, i corvidi sono causa di danno alle colture agricole, in particolare alle produzioni orto – frutticole.

Il controllo di cornacchia grigia e gazza, regolamentato dalla delibera regionale, è consentito all’interno degli Istituti Faunistici che abbiano come finalità la riproduzione allo stato naturale della fauna stanziale (ZRC, ZRV e AFV che non effettuano immissioni di selvaggina di allevamento).

La tecnica di controllo è basata sull’utilizzo di trappole selettive che sfruttano la territorialità di queste specie durante il periodo riproduttivo. Queste trappole, Larsen o a Nassa, vengono posizionate e attivate tra marzo e luglio.
Le catture hanno come target principale i soggetti adulti, riducendo quindi fortemente la predazione sui nidi di galliformi attivi nello stesso periodo.
Il metodo permette di essere selettivi e quindi di non impattare negativamente su popolazioni animali non target di cattura.

Nassa

Gabbia Larsen con zimbello (cornacchia)

DELIBERA 767 DEL 22 GIUGNO 2020 ” Piano di controllo regionale 2019- 2021 per le specie Cornacchia grigia (Corvus corone cornix) e Gazza (Pica pica) per la prevenzione dei danni alle attività agricole e zootecniche ed alle popolazioni di avifauna
nidificante e lagomorfi.”

ALLEGATO “A” ALLA DELIBERA 767 DEL 22 GIUGNO 2020

Controllo Volpe

La volpe è una specie molto adattabile dal punto di vista ambientale, comportamentale ed ecologico.
La specie, oltre ad impattare sulla piccola fauna stanziale attraverso la predazione, può contribuire alla diffusione di alcune malattie, anche trasmissibili all’uomo. Il controllo e la gestione della volpe deve essere finalizzata “alla conservazione delle effettive capacità riproduttive e al contenimento naturale di altre specie” come definito dall’art. 10 della legge 157/92, conciliando l’esigenza del contenimento locale della pressione predatoria esercitata dalla specie con quella della sua conservazione.
Il controllo può essere effettuato all’interno degli Istituti faunistici e deve essere esercitato attraverso l’applicazione di metodi ecologici quali la cattura e/o l’abbattimento.

Nella Delibera Regione Toscana del Piano di controllo per la specie volpe (Vulpes vulpes) per il periodo 2020 – 2024 e nel relativo allegato sono riportati tutti i dati di densità elaborati a seguito dei censimenti effettuati e sulla cui base viene definito il piano di controllo regionale.

La determina è stata soggetta ad integrazioni relative ai metodi di controllo:

Delibera Regione Toscana del Piano di controllo per la specie volpe (Vulpes vulpes) per il periodo 2020 – 2024 e il relativo allegato.

Alla determina sono state fatte due integrazioni:
– integrazione per caccia alla tana
– integrazione per cani non iscritti all’ENCI

Controllo Cinghiale

La consistenza, densità e distribuzione del cinghiale è progressivamente aumentata nel tempo. Tale situazione ha comportato nel recente passato gravi ripercussioni sulle colture agricole, sull’ambiente, sulla rinnovazione forestale e sulle popolazioni di galliformi dovuta alla sua azione di predazione sui nidi.
La Regione Toscana, per arginare le problematiche sopra citate, ha approvato la Legge obiettivo per la gestione degli unguati in Toscana n. 10 del 09/02/2016, con il fine di aumentare le possibilità di prelievo venatorio, anche mediante periodi più ampi, nelle aree maggiormente soggette a danni. Le attività di caccia al di fuori dei periodi previsti dalla Legge Nazionale 157/92 sono state incentrate sul prelievo selettivo, effettuato tramite selecontrollo oppure tramite interventi di contenimento ai sensi dell’art 37 L.R 3/94. Dopo il primo piano di controllo 2016-2018 è stato pubblicato il Piano di controllo 2019-2021, che riporta le specifiche attuative della legge obiettivo.